mercoledì 27 marzo 2013

Il castello Tramontano a Matera

Mettete una tranquilla domenica pomeriggio con vento sostenuto e cielo nuvoloso e immaginate che, grazie alla giornata FAI di primavera, abbiate la possibilità di (ri)visitare dopo alcuni anni un antico castello cinquecentesco: funziona come inizio?
Allora proseguiamo: il castello in oggetto è quello del conte Tramontano, lasciato incompiuto nel 1514 a causa dell'improvvisa morte del conte (avvenuta per mano della popolazione, inferocita per le tasse divenute insostenibili ... quando si dice "i corsi e i ricorsi storici"...).
Il castello sorge su una collina argillosa, detta del "lapillo" e successivamente di "De Montigny", al di fuori della pianta urbana cinquecentesca.


Non vi tedierò con le notizie storiche del castello (che trovate facilmente in rete) ma cercherò di trasmettervi la mia esperienza e le sensazioni che ho provato.
Mi presento davanti al castello in compagnia dei miei amici intorno alle 15 per evitare la calca ma, non essendo stato possibile prenotare, siamo comunque costretti ad attendere per circa 30 minuti il nostro turno (ragion per cui vi consiglio di prenotare sempre per tempo).
Finalmente entriamo e cominciamo a farci strada tra gli stretti cunicoli del castello, concepiti in questo modo proprio per assicurare la funzione difensiva dello stesso (detto per inciso, non è il genere di visita che consiglierei a quanti soffrano di claustrofobia).


Lo spettacolo che si apre, stanza dopo stanza, davanti ai nostri occhi ci ripaga subito dell'attesa davanti al cancello. Il tour è reso più interessante dai bravi e simpatici ciceroni-studenti del liceo classico di Matera che ce la mettono tutta per soddisfare la mia "sete di conoscenza" (quando, per una volta, non "impersono" la guida ma il cliente, mi faccio venire in mente le domande più astruse ... ).

Ecco una piccola finestrella che lascia filtrare la luce attraverso le spesse mura del maniero
 In totale visitiamo due delle tre torri presenti, ovvero il maschio centrale, a quattro livelli, e una torre laterale.


  Al centro di ogni piano, come vedete nella foto qui sopra, c'è un grande foro che, probabilmente, serviva per assicurare la comunicazione.



Essendo rimasto incompiuto, come si diceva, a causa della morte del conte, il castello non è mai stato abitato dal committente e, dopo il 1514, è stato utilizzato per alcuni decenni come carcere. A questo periodo sono riferibili alcune iscrizioni ed in particolare una, molto evocativa ed inquietante, che recita "Carcer(a) est sepultura vivorum" ovvero "Il carcere è la sepoltura dei vivi".
Il nostro cicerone ci parlava anche di una vela graffita in un altro ambiente (che secondo lui rappresenterebbe il desiderio di libertà del detenuto che l'ha incisa su quel muro circa 500 anni fa), ma non è stato possibile vederla.


La parte che mi è piaciuta di più è indubbiamente l'ampio terrazzo presente in cima al torrione centrale, dal quale si gode di un panorama glorioso (purtroppo la visibilità non era eccezionale in quel momento).





Unica nota dolente: il tempo che ci è stato concesso per visitare il castello non è stato sufficiente ed eravamo continuamente pressati a proseguire lungo il percorso per fare spazio al gruppo successivo.
Capisco che c'è stata un'affluenza importante di visitatori, ma pianificando meglio il percorso ed evitando i tempi morti sarebbe sicuramente stato possibile concedere qualche minuto più ad ogni gruppo, tempo che sarebbe stato sufficiente per porre qualche domanda in più e per scattare qualche altra foto.

Infine è inspiegabile che un monumento del genere sia aperto solo in occasioni particolari (io stesso ho avuto modo di visitarlo soltanto due volte, ovvero nel 2009 e ora, sia in un caso che nell'altro grazie all'impegno del FAI).
E' fondamentale che l'amministrazione comunale di Matera, di concerto con le altre istituzioni, faccia tutti gli sforzi possibili per rendere questo patrimonio (già restaurato, quindi immediatamente fruibile!) accessibile a tutti nel più breve tempo possibile.





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